I maestri vetrai di Murano


I maestri del vetro sanno comandare il fuoco e la materia. Rendono plastico il vetro e lo modellano come più desiderano. Osservare un maestro vetraio all’opera è pura magia, riescono piano a piano a dare vita a forme e colori che noi comuni mortali non avremmo potuto nemmeno immaginare.

Tra i mestieri artigiani tradizionali di Venezia, quello della produzione del vetro veneziano ha radici antichissime, come si deduce dai resti di origine romana ritrovati a Torcello. Le fornaci per la lavorazione del vetro in origine erano situate a Venezia. La parola ghetto deriva proprio dal “ghèto” veneziano che voleva dire fonderia; gli ebrei si stabilirono, infatti, nel quartiere dove si trovavano le fornaci, oggi situato nel Sestiere di Cannaregio. Per ridurre il pericolo di incendi, si decise, poi, di spostare altrove le fonderie e fu scelta l’Isola di Murano come luogo adibito alla produzione del vetro.

Sull’Isola di Murano la tradizione continua ancora oggi, e grandi fonderie si alternano a piccole botteghe di artigiani. La differenza principale tra le due sta nel tipo di tecnica utilizzata, a soffio e a lume. La tecnica a soffio prevede l’uso di una canna da cui soffiare per espandere il vetro e si usa per le grandi sculture; nella tecnica a lume, invece, il vetro viene sciolto e manipolato su una piccola fiamma ed è adatta per gli oggetti più piccoli.

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